mercoledì 31 luglio 2013

SAN NICOLA VARCO, EBOLI : 9 NOVEMBRE 1967 TRAGICO INCIDENTE FERROVIARIO 12 MORTI 74 FERITI

da L'UNITA' VENERDI 10 NOVEMBRE 1967 N310

Catastrofe all'alba a Battipaglia sulla linea Napoli- Palermo

per una mandria di bufali sui binari.

TRAGICO GROVIGLIO DI TRENI
DUE DIRETTISSIMI SI SCONTRANO:12 MORTI 74 FERITI.

Da uno dei nostri inviati

BATTIPAGLIA (SALERNO), 9

Dodici morti e almeno 74 feriti, quarantotto dei quali in condizioni gravi
(per tre vi e' la prognosi riservata) sono il terribile bilancio della sciagura ferroviaria avvenuta questa mattina alle 4,55 all'altezza della stazioncina di San Nicola Varco a quattro chilometri da Battipaglia.
Il disastro e' stato provocato da una  mandria di bufali che occupava la strada ferrata.
Il direttissimo proveniente da Reggio Calabria, siglato 904, ha investito la mandria e il locomotore ha deragliato di poco sulla destra, occupandolo spazio tra i due binari.
Proprio in quel momento e' sopraggiunto in senso inverso, a 120 chilometri all'ora, un altro direttissimo, il "trinacria"proveniente da Milano e diretto a Palermo che aveva lasciato poco prima la stazione di Salerno.
il locomotore E-64609 ha investito la mandria. poi ha urtato l'altro locomotore deragliato. e' saltato quindi sulla sinistra: travolti cento metri di un muro di protezione e tutti i pale della rete elettrica, s'e' abbattuto, sfasciandosi assieme al babagliaio.
sul prato a pascolo che costeggia la ferrovia. Le altre vetture dopo il bagagliaio hanno proseguito la loro folle corsa deragliando sia sulla destra-investendo quindi il primo treno-
che  sulla sinistra urtandosi tra di loroe accartocciandosi prima di fermarsi. Sei vetture del treno 904 sono state abbattute sul fianco. mentre le due vetture immediatamente seguenti il bagagliaio del "Trinacria"si sono ridotte a un informe ammasso di rottami sventrati e accartocciati.
La scena del disastro e' allucinante: oltre il muro abbattuto dal locomotore e dalle vetture deragliate sono sparsi mucchi informi nei quali si distinguono pezzi di sedili, vestiti, valige, bottiglie, scarpe. 
Da per tutto carcasse di bufali, enormi, sanguinanti, ridotte a una poltiglia. 
IL "TRINACRIA" ne ha ammazzati una decina, stritolandoli, trascinandoli nel deragliamento.
nella terza carrozza del "Trinacria"quella subito dopo il bagaglaiio, si e' avuto il maggior numero di vittime.
Dai tre scompartimentidi seconda classe sono stati estratti con la fiamma ossidricae le seghe a motore dei vigili del fuoco di salerno sei cadaveri: altri due si trovavano lungo la scarpata, sbalzati probabilmente dalla stessa vettura e poi travolti dalle macerie del muro: il corpo di una donna anziana e' stato trovato sotto la vettura sventrata (che s'e' posta di traverso sul binario) ed e' stato dissepoltocon l'aiuto di una autogru.
l'unica vittima del treno 904 che e' stata estratta ancora viva, e' morta durante il trasporto all'ospedale di Eboli. Era una signora greca. CHRYSSOULA MARKESATIS di 55 anni.
all'arrivo dei vigili del fuoco di Salerno, dei carabinieri e della polizia (la comunicazione e' stata data alle 5,09 dalla stazione di san nicola varco, che dista dal luogo della sciagura non piu' di 300 metri, lo spettacolo era impressionante. Si udivano da ogni parte urla, lamenti, grida di iuto miste al ruggito assordante dei bufali morenti.) i due addetti al vagone lettodel trinacria
rimasti illesi con tutti i 15 passeggeri (tra cui il sottosegretario all'agricoltura ANTONIOZZI) hanno gridato ai superstiti di scapapre via, lontano dai treni, di buttarsi sul prato. Poteva arrivare un altro convoglio ad aggravare la catastrofe: e infatti ce' mancato poco, perche' un treno che si era appena messo in moto alla stazione di Battipaglia e' stato fermato da una telefonata giunta appena in tempo.
"non mi scordero' piu quegli urli"ha detto Bruno Varini che insieme al collega Armando Lui dipendente della Cook si trovava su uno dei vagoni letto.
"e' stata una cosa infernale. Ho gridato a tutti di scappare e i viaggiatori rimasti illesi aiutavanoi feriti, alcuni non potevano camminare, altri si mantenevano tra le mani la testa grondante sangue".
c'erano almeno 500 persone nelle 18 carrozze del trinacria e altrettante nel treno 904.
Inebetiti, i passeggeri che sono riusciti a scendere da soli fra le lamiere contorte e le macerie, hanno atteso i soccorritori per circa 20 minuti.
i primi ad arrivare sul luogo del disastro sono stati i ferrovieri della stazione di san nicola varco e i carabinieri del paese.
"c'era un ragazzo-racconta il primo arrivatodei vigili del fuoco, il brigadiere Nicola Senatore- che stava a terra sdraiato, non diceva nulla, solo ripeteva:Le gambe! le gambe! Dei morti, alcuni con il cervello spappolato, uno era un giovane militare, gli altri uomini adulti.poi abbiamo tirato fuori la signora greca, in fretta, con tutte le cautele. speravamo che si potesse salvare".
Il giovane militare era Martino Cardrera: domani avrebbe compiuto 21 anni.
alla luce di quattro gruppi elettrogeni dei fari delle auto, l'opera di soccorso e' durato tutto un'ora: dopo che i morti sono stati allineati sul pratoe i feriti avviati sull'ambulanza , le auto, i camion, militari verso gli ospedali di Eboli e Battipaglia.i viaggiatori sono stati raccolti sulla starda provinciale che collega eboli con san nicola varco. caricati su un camion i viaggatori diretti in calabria e in sicilia sono stati portati ad agropoli; quelli diretti verso napoli a battipaglia. Poco dopo sono arrivati i carri funebri.quattro con le casse pertrasportare i cadaveri all'obitorio.
sul posto si e' recato il direttore compartimentale delle ferrovie ing. gulli: da napoli erano stati inviati il gruppo mobile di polizia con 150 uomini oltre alle squadre dei vigili del fuoco, di carabinieri. reparti di zappatori dell'esercito hanno aiutato nell'opera di sgombero.
mentre un trenogru proveniente da salerno ha provveduto a iniziare l'opera di sgombero.
mano a mano che venivano portate via le vetture rimaste indenni bisognava tirare fuori dai binari le carcasse dei bufali: nere, enormi, chiazzate di rosso.
interiora e pezzi di animale erano sparsi dapeprtutto. La mandra probabilmente ha rotto il recintoe una trentina di bestie hanno lasciato le altre alpascolo, che dal luogo del disastrosi scorge all'inizio di un bosco e si sono avviate verso la strada ferrata.
il passaggio sui binarie' abbastanza facile: sulla linea ferrata c'e' un muro alto un metro e 60 solo da un lato: dall'altra parte della strada c'e' una semplice bassa ringhiera. 
i carabinieri hanno permesso d'identificare il mandriano Rafafele Gaeta residente nella zona.
e' ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. la mandria e ' di prorpieta' del signor genanro Rispoli di Napoli. Il traffico ferroviario sul tratto san nicola varco battipaglia dovrebbe riprendere nella nottata.
intanto per i treni che percorrono la linea e' stato organizzatoun servizio che prevede il trasbordo in auto pullman dei viaggiatori tra albanella e battipaglia.

IL RACCONTO DEI PRIMI COCCORRITORI
" i superstiti correvano e gridavano come impazziti lungo i binari
una donna dice uno dei feriti mi ha porto sua figlia perche' la portassi in salvo:
l'ho fatto e sono svenuto.
aperte due inchieste
una delegazione del pci guidata da Amendola sul posto

"mi ero da poco assopito, quando ho avvertito un brusco rallentamento del treno: poi la vettura ha cominciato a oscillare paurosamente rovesciandosi e uscendo dai binari. le luci si sono spente. e' accaduto il finimondo: urla strazianti, di dolore, gente che tentava, in ogni modo, di uscire dalle vetture rovesciate".
e' attilio granata di 35 anni milanese, che dal suo lettino, nell'ospedale civile di eboli, ci dice queste cose. "ho avvertito un  forte dolore alle gambe-prosegue- ma quando una donna parzialmente incastrata sotto un sedile, mi ha teso le braccia che reggevano una bimba dicendomi: non m'importa di morire ma salvi mia figlia. ho trovato la forza di reagire: ho preso la bimba e l'ho portata fuori. poi ho aiutato mia moglie e mia figlia rimaste illese. a uscire dalla vettura e aquesto punto noj ricordo piu niente. sono svenutoper il dolore."
nell'ospedale di Eboli in una stanzetta, e' un giovane militare, sandro sandrini di 22 anni
"non ricordo nulla dell'incidente-ci dice- perche' dormivo. Ho avvertito una fitta dolorosa alla testa ho fatto per alzarmi, ma non ci sono riuscito; non ero piu' nel treno, ma tra  i binari: evidentemente sono stato proiettato fuori dalla vettura mentre dormivo."
quando e' avvenuto il tragico incidente, quasi tutti riposavanoe quei pochi svegli a causa dell'oscurita' non hanno potuto vedere nulla.
in una clinica di battipaglia incontriamo Pietro Maltese: sua figlia Giuseppina, di 12 anni, e' rimasta ferita ed e' stata ricoverata.
"quando il treno e' deragliato-ci ha detto- ero sveglio e passeggiavo nel corridoio. ho visto d'improvviso un lampo accecante poi uno schianto. la nostra vettura si e' rovesciata. noi siamo usciti attraverso i finestrini."
la tragedia si e' subito delineata nelle sue immane proporzioni. vetture rovesciate. accartocciate.persone prigioniere tra le lamiere contorte. la prima autoambulanza giunta sul posto e' stata quella dell'ospedale civile di eboli.
la guidava Mario Cereale:"una scena agghiacciante-ci racconta- non sapevamo chi soccorrere prima. ho visto uomini e donne gridare fermi tra i binari come impazziti. altri correvano nei campi senza motivo. abbiamo raccolto i primi feriti e li abbiamo portati all'ospedale: c'era anche un giovane soldato moribondo. purtroppo e' deceduto mentre il medico lo visitava. ho fatto la spola senza un attimo di sosta fra l'ospedale e san nicola varco."
Qui a Eboli nel pomeriggio sono giunti da varie citta' d'Italia familiari dei viaggiatori dei due treni, ognuno alla ricerca dei prorpi congiunti.
strazianti le scene di dolore al cimitero dei familiari di alcune delle vittime.
e' infatti al cimitero che sono state composte undici salme. la dodicesima, quella del giovane militare, e' stata compèosta nella sala mortuaria dell'ospedale di eboli.
non tutte le salme sono state identificate. abbiamo incontrato i familiari di Mario Atteritano: sono giunti da salerno. il loro congiunto era capotreno.
Non era pero' in servizio, aveva preso il treno a Paolae, usufruendo di un periodo di ferie
si apprestava a raggiungere, appunto, i familiari per trascorrere con loro la breve licenza. nel pomeriggio, proveniente da roma, sono giuntiil ministro dei trasporti On. Scalfaro e il direttore delle FS ing. Fienga che si sono recati 
a Battipaglia e a Eboli a visitare i feriti.
successivamente ha reso omaggio insieme al prefetto di salerno alle vittime.
sul luogo della sciagura era giunto in mattinata una delegazione del PCIguidato dal compagno on. Giorgio Amendola e dal segretario della federazione di salerno Giovanni Perrotta.
Due inchieste sono state aperte per accertare l'esatta dinamica degli avvenimenti. Una della magistratura e l'altra delle ferrovie dello stato.
al momento non si conosce ancora il nome del proprietario della mandria dei bufali che ha attraversato i binari mentre sopraggiungevano i due convogli ferroviari.
ne' sono stati accertati i motivi per cui queste bestie si trovavano sula strada ferrata:solitamente come ci ha detto gente del luogo i bufali sono liberi ma rinchiiusi in recinti dai quali non e' possibile uscire 
Molto probabilmente, si ritiene che uno dei proprietari di una mandria di bufali della zona abbia deciso, nelle prime ore del mattino,di portare a pascolare altrove le bestie e pertanto le abbia fatto uscire dal recinto spingendole verso la strada ferrata.
il mandriano in serata e' stato identificato e fermato. ora e' a disposizione dell'autorita' giudiziaria.
Eboli questa sera, e' stata presa d'assalto da giornalisti e da decine di familiari dei viaggiatori dei treni e i posti telefonici che sono soltanto due.
sono stati letteralmente aggrediti.
le telefonate si intrecciano da un capo all'altro della penisola. sono telefonate a volte che annunciano buone notizie altre volte, purtroppo si tratta di telefonate che annunciano la morte di qualche persona. 
Sergio Gallo


LE VITTIME
I morti sono dodici.
Per ora sono identificati nove.
gli altri tre-due donne e un uomo- si trovano nel cimitero di eboli.
ed ecco l'elenco delle persone decedute.
IGNAZIO REGINELLA 47 ANNI DI CALATAFIMI
SWBASTIANO REGINELLA 44 ANNI DI CALATAFIMI
SALVATORE LOMBARDO 54 ANNI DI CALATAFIMI
MARIO ATTERITANO 57 ANNI MACCHINISTA DELLE FS IN SERVIZIO A PAOLA
ALESSIO DE STEFANO 74 ANNI DI MARSALA
CARMELA MICELI 29 ANNI DI PALERMO
MARTINO CANDREVA DI 21 ANNI DA SAN GIACOMO DI CERZETO CHE PRESTAVA SERVIZIO DI LEVA MILITARE A MILANO. Il giovane stava recandosi a cosenza in licenza speciale per le gravi condizioni del suo vecchio padre. il mese prossimo avrebbe dovuto essere congedato.
VITO RUSSOTTO 76 ANNI DI AGRIGENTO
CRYSSOULA MARCHETACKIS 56 ANNI DI ATENE.

1 commento:

  1. ...io c'ero...avevo quasi 6 anni e ritornavo dalla Sicilia dove avevo fatto visita a mio nonno...seduto nel posto centrale accanto a mia madre posta al finestrino, non dormivo...un boato, una luce sfolgorante, il vagone che correndo si adagia su un fianco...poi buio e silenzio irreale e poi esplosione di urla inverosimili...non dimenticherò mai quei vagoni anneriti, il sangue la disperazione, lo smarrimento...non dimenticherò mai che sono qui a poter ricordare...

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